venerdì, 06 maggio 2005

Mario Monreale nasce a Santa Barbara in provincia di Avellino nella notte tra il 4 ed il 5 agosto del 1962.
Fin da giovane mostra una predilezione per lo spettacolo, recitando in alcune commedie organizzate dalla parrocchia del suo paese. Il parroco organizzatore ne è entusiasta ma, preoccupato nello stesso tempo dalla possibile degenerazione di un tale talento naturale, ne mortifica le aspettative. La madre che soffre di disturbi psichici lo costringe in casa a parlare in falsetto. Ciò ne pregiudicherà le corde vocali, conferendogli un tono sensuale ed effeminato. Studia all’università di Napoli giurisprudenza, ma è costretto ad abbandonare gli studi per le avances insistenti di un vicebidello.
Tenta allora la carta dello spettacolo. Trasferitosi a Roma, fa la comparsa in numerosi film conquistandosi la fama di ospite onnipresente.
Ma il successo è dietro le porte. E’ ad una festa di Carnevale organizzata dal Sindacato Comparse che il talent scout Nora Tilancio lo nota.
Un aneddoto parla di un Monreale ubriaco al quale una ragazza mette in testa la sua parrucca bionda. La Tilancio ne è fulminata, trova la somiglianza con Marylin Monroe impressionante.


 

Immediatamente lo corteggia e Monreale non sa tirarsi indietro.
La metamorfosi ha inizio.
La depilazione, gli esercizi mirati in palestra, alcuni interventini di chirurgia plastica qua e là modificano il suo corpo.
La somiglianza ora è davvero perfetta.
Vive, come tutti i sosia, il dramma della perdita del proprio destino.
Diventa sensuale, irresistibile, esplosiva, come il personaggio che interpreta.
Questi anni lo vedono in giro per l’Italia ad animare locali di provincia, ospite di programmi di seconda serata e di film comici di registi di caratura nazionale.
 "E' lei o non è lei?" si intitola il suo spettacolo.
Poi ritorna nella sua Santa Barbara. Da qui inizia la sua battaglia politica per i diritti delle minoranze somiglianti, è a capo del Movimento dei Sosia Uniti che vanta un numero inaspettato di adesioni. Organizza convegni, seminari, feste. Il Movimento diventa ben presto mondiale e stabilisce per questo la sua sede a Roma.

                                                                                 

Ad un convegno da lei organizzato si innamora del sosia di Jack Nicholson, un parrucchiere di Cuneo, Giacomo Nicolazzi.
E’ un amore travolgente che le fa dimenticare la carriera politica. Ma il Movimento è oramai avviato (come anche la coiffeur di Cuneo) e può continuare anche senza di lei.
La decisione di andare a vivere insieme suscita polemiche e dibattiti infuocati, che la lanciano nel mondo del gossip.
La relazione però non ha successo. Dopo alcuni mesi la convivenza diventa impossibile (troppo diversi) e i due sono costretti a tornare alle loro precedenti occupazioni.
Il suo personaggio è oramai parte di lui. Mario/Marylin si muove sulla strada tortuosa della vita perdendo pezzi della sua anima. Passa da un amante all’altro ottenendone solo altra solitudine e niente più.
Dopo l’ennesima relazione fallita con un ragioniere di Mestre (un perfetto Mel Gibson se non fosse stato per la sua calvizie) aumentano le sue crisi depressive. Comincia a far uso di barbiturici, sonniferi, mentine, e questo acuisce i suoi vuoti di memoria e i suoi attacchi di dissenteria.
Infelice, insoddisfatta, non le basta l’amore che il pubblico le dimostra costantemente.
Un’eccessiva dose di analaiosafermatemine stroncherà la sua vita solitaria nel 1998.
E’ sepolta a Roma, una parrucca bionda sulla sua lapide la evidenzia tra gli altri loculi.
Ancora oggi la sua figura è fonte di discussioni mai sedate.

postato da: gogol77 alle ore maggio 06, 2005 12:01 | Permalink | commenti
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