mercoledì, 22 agosto 2007

Saltuario navigatore televisivo quale sono, la scorsa sera mi sono sintonizzato sul tg1 sorprendendomi a rilevare la, a mio avviso, incredibile sovraesposizione mediatica del mondo clericale. Sarà stato un caso ma foto di vescovi diversi capeggiavano all’annuncio di due notizie immediatamente successive, relative a questioni molto diverse fra loro. La loro dichiarazione veniva riassunta e poi veniva dato il resoconto delle ripercussioni che tale dichiarazione aveva avuto nel mondo politico: un florilegio di frasi riassuntive recitate dalla voce off del conduttore sulle immagini dei quindici o poco meno portavoce di partito.

Mi sono sorpreso ma non avrei dovuto conoscendo il paese in cui vivo. Certo la presenza dell’abito talare sul primo tg nazionale funge da barometro del momento politico che viviamo. Quanto più l’importanza del parere cattolico si fa crescente, tanto più ciò ci indica quanto siano incerti i tempi che viviamo (questo termine utilizzano i reazionari per definire qualsiasi tempo di cambiamento)

Come un elastico che tiene la società, affinché questa non si allontani troppo in mare aperto, la Chiesa tenta con il suo vastissimo ventaglio di mezzi di frenare ogni ipotesi di mutamento. Riportare la pecorella smarrita all’ovile del tuttocomeèsemprestato, spingere la lancetta dell’opinione pubblica verso più rassicuranti posizioni conservatrici, stimolare il nervo morale della gente comune affinché si sensibilizzi e si costerni di conseguenza all’inaccettabile, ecco il succo di ogni dichiarazione vescovile.

Mi fa ridere l’opinione ingenua di chi crede che la caduta della Dc abbia sancito il taglio dei tentacoli da piovra della Chiesa. Il suo potere politico lungi dall’essersi neanche affievolito si è al contrario modificato e rafforzato. Il linguaggio fratesco da bacchettone è diventato accondiscendente e fintamente tollerante come quello di una MADRE che ha capito in tempo che non conviene affrontare a muso duro il figlio quanto piuttosto fregarlo con i sotterfugi, i subdoli giochi psicologici, usando la leva degli argomenti a lui più cari. Quella presenza, ben individuata ed individuabile dietro lo scudo crociato, è diventata ora trasversale lungo tutto lo schieramento politico. Personaggi senza pudore si affrettano a mostrarsi d’accordo, o meglio si affrettano a non mostrarsi neanche un pizzico contrari, conoscendo il rischio che si corre di essere moralmente banditi, vilipesi. Altri personaggi muniti di pudore ma non abbastanza controcorrente rilasciano la loro dichiarazione innocua. Non si ode nessuna voce fuori dal coro.

Ciò che ne deriva è il classico ritardo italiano nel contesto europeo, la solita parvenza di provincialismo della nostra cultura che non può librarsi in volo nei campi più svariati, per l’opera certosina di una forza tardo-morale che le tarpa le ali.

postato da: gogol77 alle ore agosto 22, 2007 16:12 | Permalink | commenti
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