martedì, 27 maggio 2008


www.youtube.com/watch

Boa sorte/ Good luck


É só isso
Não tem mais jeito
Acabou, boa sorte

Não tenho o que dizer
São só palavras
E o que eu sinto
Não mudará

Tudo o que quer me dar
É demais
É pesado
Não há paz

Tudo o que quer de mim
Irreais
Expectativas
Desleais

That’s it

There is no way
It over, Good luck

I have nothing left to say
It’s only words
And what l feel
Won’t change

Everything you want to give me
It too much
It’s heavy
There is no peace

All you want from me
Is’nt real
Expectations



Tudo o que quer me dar

É demais
É pesado
Não há paz

Tudo o que quer de mim
Irreais
Expectativas
Desleais

Mesmo, se segure
Quero que se cure
Dessa pessoa
Que o aconselha

Há um desencontro
Veja por esse ponto
Há tantas pessoas especiais



Now even if you hold yourself

I want you to get cured
From this person
Who poisoned you

There is a disconnection
See through this point of view
There are so many special people in the world
so many special people in the world in the world
All you want
All you want



Tudo o que quer me dar
/Everything you want to give me
É demais / It too much
É pesado / It’s heavy
Não há paz / There is no peace

Tudo o que quer de mim / All you want from me
Irreais/ is’nt real
Expectativas / Expectations
Desleais

Now were Falling into the night
Um bom encontro é de dois


E' così
non c'è altro modo
è finita, buona fortuna

non ho nient'altro da dire
sono solo parole
e quello che provo
non cambierà

tutto quello che mi vuoi donare
è troppo
è pesante
non c'è pace

tutto quello che vuoi da me
non è reale
aspettative

ora anche se fai come tutti gli altri
voglio che tu sia curato
dalla persona
che ti ha avvelenato

c'è una sconnessione
vai oltre il tuo punto di vista
ci sono così tante persone speciali nel mondo
così tante persone speciali nel mondo
tutte quelle che vuoi

adesso stiamo cadendo nella notte
postato da: gogol77 alle ore maggio 27, 2008 11:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 07 maggio 2008


Ogni film è un’avventura, ma con Terry Gilliam, “propugnatore del Caos”, genio eclettico e tracimante, l’avventura si fa spericolata.

Pensato come un “making of” espressamente voluto dal regista per documentare il proprio modus operandi, “Lost in la Mancha” è divenuto, a causa di una serie incredibile di smacchi della sorte, la testimonianza di un fallimento.

Soggetto cinematograficamente maledetto (già ossessione di Orson Welles), Gilliam decise di girare la storia di questo pubblicitario americano, Johnny Depp - capitato, chissà come, nella Spagna del XVII secolo ed assoldato come scudiero da Don Chisciotte (un perfetto Jean Rochefort  )  – in un’Europa poco abituata a progetti così arditi e dispendiosi (32 milioni di dollari il budget iniziale).

Sono sempre stato personalmente affascinato da Don Chisciotte.

La sua figura tragicomica - di lettore appassionato e allucinato che scarta la realtà, addentrandosi in un mondo nel quale le barriere che tengono la fantasia sono crollate senza possibilità di rinsavimento - non smette di suscitare in me (come in moltissimi dei suoi lettori) la più sincera tenerezza, una sorta di identificazione che si accresce, paradossalmente, nonostante Cervantes non solo lo ridicolizzi, ma scelga per lui quella morte illuminata che Nietzsche definì insignificante.

Individuo che è straordinariamente puro, folle e caparbio, ma anche pervaso da un melanconico pessimismo.

Ho l’impressione che Cervantes si sia accorto solo in seguito dell’universalità dell’antieroe che aveva creato, la cui epopea andava ben oltre il suo erroneo e semplicistico proposito di partenza, dichiarato fin dalla premessa, di demistificazione della letteratura cavalleresca.

L’anacronismo esistenziale del Cavaliere dalla Trista Figura ne fa l’antieroe perfetto di un’epoca di disfacimento e decadenza.

La visione di “Lost in la Mancha” mi ha fornito un assist perfetto per poter tornare su quest’opera capitale che lessi molti anni fa e che ho intenzione di rileggere.

 

Ma il documentario non si ferma alla figura di Don Chisciotte, ma illustra tutta la fase realizzativa del film: dai provini allo storyboard, dall’allestimento scenografico alle prove costumi. E gli imprevisti disastri che ne provocheranno l’aborto.

Nessun regista era più indicato a trattare la materia donchisciottesca di Gilliam.

La sua creatività anticonformista, unita alla sua tendenza al sovraccarico scenografico, ben si presta a rappresentare le visioni dell’hidalgo.

Lo spiamo allora nella fase di pre-produzione intento a scompaginare le carte, ad incasinare ogni pianificazione, lo scopriamo in quel suo vezzo di complicare il preordinato, nella convinzione che ciò procuri terreno fertile all’imprevedibile e all’inaspettato.

Vedere la realtà trasformarsi in finzione, l’immagine divenire di colpo patinata, la troupe scomparire per lasciare il posto al nostro eroe seicentesco procura un’emozione straordinaria: è come un assaggio di quello che avremmo potuto assaporare, di questa materia incandescente passata un istante fra le mani di questo genio post-moderno dal sorriso divertito e folle. E’ assaggio di cinema, di grande cinema, che speriamo un giorno di poter vedere.

postato da: gogol77 alle ore maggio 07, 2008 16:24 | Permalink | commenti
categoria: