lunedì, 28 luglio 2008


All’inizio si è pensato ad un attacco Hacker, poi è emersa la triste verità: la Guardia di Finanza ha fatto visita a due degli admin e ha sequestrato i server. Beh, che dire, che la comunità torrent Colombo-bt fosse sotto osservazione era quasi scontato, un po’ meno che si arrivasse all’epilogo di questa avventura che ha coinvolto decine di persone nel tempo e ha portato ad un database impressionante.

La comunità torrent più grande d’Italia, insieme a TnT, è arrivata al capolinea.

Nella rete aleggia un rammarico profondo per la triste dipartita. E l’opinione più diffusa è che in fondo si potrebbero concentrare le forze per altro, invece di fare gli interessi milionari delle multinazionali.

Ma con questo discorso ci addentriamo nei territori del sogno e dell’idealismo. Laddove le parole d’ordine sono libera fruizione dell’arte, produzione disinteressata dell’arte, insomma solo l’arte per l’arte. Invece. Da questa parte del baratro si accusa il peertopeer di affossare la vendita dei cd musicali (quando invece la ragione sta nel loro prezzo eccessivo), di far diminuire la frequentazione delle sale cinematografiche (cosa non vera!), di diffondere la pirateria. Mezze verità, mezze bugie, un discorso a mio avviso ampio, che però accantono riflettendo che, a mio avviso, andrebbe cambiata profondamente la stessa concezione del diritto d’autore.

Altri lidi ospitali attendono i naviganti.

Solidarietà, ecco, questa è l’unica parola che mi viene in mente.

postato da: gogol77 alle ore luglio 28, 2008 11:27 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 14 luglio 2008



Scopro con imperdonabile ritardo i “Nove racconti” di J.D. Salinger e con imperdonabile ritardo ne vengo mutato.

A colpirmi particolarmente è la forza dei dialoghi. Lo stile è moderno, conciso, i trucchi che Salinger imbastisce sono lì, si sente che c'è tanto studio dietro ogni battuta, dietro ogni gesto, eppure tutto è nascosto a dovere. I batti e ribatti sono geometricamente precisi, non una sbavatura del ritmo, tutto scorre rapido facendo emergere voci, atmosfere, incredibilmente evocative.

                  Ne derivano racconti dall’apparenza semplice ma capaci di trasmettere al lettore quel “non-detto” che è il tocco di genio dello scrittore.

Le piccole tragedie quotidiane tracciano un profilo di una condizione umana costantemente in bilico tra aspirazioni e la grigia esistenza fatta di perbenismo e superficialità.  La verità è esclusiva di bambini e personalità nevrotiche, perché entrambi incapaci di nasconderla dietro la facile panacea del conformismo.

Bambini dotati intellettualmente, curiosi, a volte con un sorprendente senso dell’esistenza, bambini sensibili, anche se spesso difficili, come turbati da un’acerba disperazione di cui percepiscono l’incombenza.

La loro ingenuità giocosa e curiosa consacra l’infanzia come momento irripetibile e magico, picco esistenziale verso il quale la nostalgia rimarrà incurabile.


Lettura imprescindibile
, quella dei “Nove Racconti” per chi aspira a costruire short stories che siano solo accettabili, lettura però anche rischiosa, perché capace di suscitare, nel lettore/scrittore meno scafato, la tentazione all’imitazione.
Prima di conoscere i nove racconti ignoravo la grandezza di Salinger e, ascrivendola solo a “Il giovane Holden”, la ritenevo quasi un’esagerazione del fronte critico. I nove racconti hanno risolto l’errore in cui cadevo. Nessuno dei nove racconti è stato capace di deludermi. Ciascuno di essi cela un numero impressionante di insegnamenti. Primo fra tutti quello di una narrazione che lasci qua e là delle zone d’ombra, nelle quali il lettore possa piacevolmente avventurarsi con la bussola della propria immaginazione.

postato da: gogol77 alle ore luglio 14, 2008 17:00 | Permalink | commenti
categoria:bambini, letteratura, racconto, recensione, libro, classico, holden, salinger, nove racconti, capolavoro