
All’inizio si è pensato ad un attacco Hacker, poi è emersa la triste verità: la Guardia di Finanza ha fatto visita a due degli admin e ha sequestrato i server. Beh, che dire, che la comunità torrent Colombo-bt fosse sotto osservazione era quasi scontato, un po’ meno che si arrivasse all’epilogo di questa avventura che ha coinvolto decine di persone nel tempo e ha portato ad un database impressionante.
La comunità torrent più grande d’Italia, insieme a TnT, è arrivata al capolinea.

Nella rete aleggia un rammarico profondo per la triste dipartita. E l’opinione più diffusa è che in fondo si potrebbero concentrare le forze per altro, invece di fare gli interessi milionari delle multinazionali.
Ma con questo discorso ci addentriamo nei territori del sogno e dell’idealismo. Laddove le parole d’ordine sono libera fruizione dell’arte, produzione disinteressata dell’arte, insomma solo l’arte per l’arte. Invece. Da questa parte del baratro si accusa il peertopeer di affossare la vendita dei cd musicali (quando invece la ragione sta nel loro prezzo eccessivo), di far diminuire la frequentazione delle sale cinematografiche (cosa non vera!), di diffondere la pirateria. Mezze verità, mezze bugie, un discorso a mio avviso ampio, che però accantono riflettendo che, a mio avviso, andrebbe cambiata profondamente la stessa concezione del diritto d’autore.
Altri lidi ospitali attendono i naviganti.
Solidarietà, ecco, questa è l’unica parola che mi viene in mente.





Ne derivano racconti dall’apparenza semplice ma capaci di trasmettere al lettore quel 

