mercoledì, 25 novembre 2009
Articolo tratto da  




Le prime pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” dello scrittore spagnolo Javier Marias sono una trappola che ti incatena:

Nessuno pensa mai che potrebbe ritrovarsi con una morta tra le braccia e non rivedere mai più il viso di cui ricorda il nome. Nessuno pensa mai che qualcuno possa morire nel momento più inopportuno anche se questo capita di continuo, e crediamo che nessuno, se non chi sia previsto, dovrà morire accanto a noi.

Quello che segue non è un semplice racconto dei fatti ma il pensiero di un uomo – che procede attraverso un denso flusso di coscienza, inizialmente farraginoso poi via via più ipnotico, i cui ingredienti sono qualche ripetizione, lunghe digressioni, il soffermarsi spesso su dettagli a prima vista insignificanti – che si è trovato impelagato in una strana storia: Victor viene invitato a cena da Marta, mentre il marito è a Londra per lavoro ed il figlio dorme.
L’incontro clandestino sembrerebbe svilupparsi nel modo più convenzionale se non fosse che ad un certo punto accade il peggio: per una non precisata ragione Marta si sente male e muore in pochi minuti.

 

Non è morta da sola, e il fatto che qualcuno muoia mentre tu continui a rimanere vivo ti fa sentire come un criminale per un istante o per una vita.

Da questo momento assisteremo ad un continuo smascheramento, un gioco letterario di scatole cinesi che sfrutta il potere della parola - di creare suggestione e stuzzicare le corde dell’emotività - per svelare, attraverso
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postato da: gogol77 alle ore novembre 25, 2009 13:03 | Permalink | commenti
categoria:letteratura, recensione, libro, classico, capolavoro, TUTTIINPIAZZA, domani nella battaglia, javier marias
sabato, 21 novembre 2009
Articolo tratto da   


Ci va giù pesante la Corte dei conti nel rapporto di sessantasei pagine pubblicato sul sito istituzionale sull’area di Bagnoli.
L’ex area industriale, che fu sede dell’Italsider, vive da anni tutte le contraddizioni e le inefficienze della politica delle nostre parti: da decenni si parla di bonifica, da decenni esponenti politici, noti e meno noti, si riempiono la bocca di progetti ambiziosi, dibattendo del futuro di riqualificazione della zona, rastrellando finanziamenti su finanziamenti, da decenni nulla che parta per davvero, ma piuttosto solo un succedersi di progetti falliti.
Ora sembra che anche la Corte dei conti si sia accorta di questa situazione vergognosa, addebitando, nel rapporto firmato dal magistrato istruttore Renzo Liberati, la responsabilità non alla mancanza di fondi quanto agli organi istituzionali preposti, ritenuti, senza mezzi termini, “del tutto inadeguati”.

Progetti costosi arenatisi per pastrocchi burocratici o condizionamenti ambientali. I numerosi progetti di bonifica, decisi fin dal 1994 e per i quali negli anni gli aggravi di spesa ammontano a circa 131 milioni di euro, sono fermi al palo: la colmata, che è alla base del continuo inquinamento (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore novembre 21, 2009 09:33 | Permalink | commenti
categoria:campania, napoli, bagnoli, TUTTIINPIAZZA
venerdì, 20 novembre 2009
Articolo tratto da TUTTIINPIAZZA.IT


Dietro l’aumento di partite Iva, evidenziato da stime ufficiali rese note alcuni giorni fa, qualcuno potrebbe vedere il segno di una ritrovata vitalità imprenditoriale che spinge molti soggetti a tentare la strada rischiosa ma redditizia dell’impresa piuttosto che il meno remunerato, anche se più sicuro, lavoro dipendente.
Ma, ad un’analisi più attenta, sembra che le statistiche ci dicano ben altro: gran parte dei soggetti titolari di partita Iva hanno accumulato nell’anno sotto osservazione, il 2007, un reddito che non ha superato i 15 mila euro, poco più di 1000 euro al mese.
Non si tratta quindi di una ritrovata vitalità imprenditoriale, che una prima osservazione poteva far credere, ma di un fenomeno che non è di certo nuovo ma che sembra oramai radicato nel tessuto economico nazionale: quello dei precari con partita Iva.


Cos’è la partita Iva? La partita Iva identifica, attraverso una sequenza di 11 caratteri numerici, in modo chiaro ed univoco, un soggetto che esercita una attività rilevante ai fini dell'imposizione fiscale. Viene rilasciata dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura di una posizione e resta invariata per tutto il tempo in cui si svolge l’attività dichiarata. Alcune categorie professionali come dottori commercialisti o avvocati, per svolgere la loro professione, hanno l’obbligo di aprire una partita Iva.

L’ultima frontiera della flessibilità: una partita Iva per tutti. Prima, l’uso di questo stratagemma veniva adoperato dalle aziende soprattutto con avvocati o commercialisti (o con altre figure di professionisti) che abbandonavano i sogni (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore novembre 20, 2009 13:55 | Permalink | commenti
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lunedì, 09 novembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it


Stando a quel che dicono è in atto una cospirazione ai loro danni: grigi burocrati si sarebbero riuniti in gran segreto ed avrebbero escogitato la trovata della zona a traffico limitato per convogliare, distogliendoli dalle loro tasche, ingenti flussi di denaro verso la lobby dei centri commerciali.
Le ragioni ambientaliste sarebbero solo la facciata venduta agli stolti, che invece in cuor loro amano il suono rassicurante dei clacson o la gradevole arietta emessa dai tubi di scappamento.
Quale bizzarra idea quella di invogliare gli abitanti di una cittadina di pochi chilometri quadrati a prendere quell’aggeggio diabolico, meglio noto come bicicletta, per muoversi per la città?
Possibile vendere ancora l’illusione che ci sia gente disposta a muoversi, per raggiungere punti distanti anche solo qualche chilometro, addirittura a piedi?

Per rendere più credibile la messinscena, l’amministrazione avrebbe approntato parcheggi capaci di contenere migliaia di auto all’estremità dell’unico corso.
Si sarebbe inventata una prassi del vivere civile, altra zavorra piovutaci in testa dall’Europa, che prescrive per i centri urbani adeguate misure di (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore novembre 09, 2009 12:51 | Permalink | commenti
categoria:TUTTIINPIAZZA
lunedì, 02 novembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it


Si fa un gran parlare di influenza in questi giorni. L’allarmismo, generatosi per l’effetto delle ultime notizie, sta facendo passare l’idea che l’influenza AH1N1, meglio nota come suina, sia la peggiore delle epidemie.
Quando invece le epidemie, di cui occorrerebbe preoccuparci, sarebbero ben altre: ad esempio, le nuove forme di tubercolosi, in preoccupante crescita negli ultimi anni.
Gran parte dei casi di influenza che hanno avuto un tragico epilogo sono classificabili come complicazioni delle condizioni di pazienti già affetti e debilitati da altre patologie.
Per fare chiarezza sui reali rischi di questa nuova forma di influenza, abbiamo voluto parlarne col dottor Antonio Lepore, pediatra di famiglia e medico dello Sport.

Buongiorno, dottore. Ci vuole illustrare quali sono le idee che la guidano nel suo lavoro di pediatra?

Certo. Diciamo che cerco di basarmi sulla Scienza e la Coscienza, senza dimenticare mai il Ragionamento ed il Buon senso. I miei motti sono “Sbagliar non nuoce, nuoce non sbagliare” ed il “So di non sapere” di socratica memoria; ma anche Gino Paoli, quando cantava “…bisogna non essere certi mai…”.

Veniamo subito al punto: ma quest’influenza AH1N1, di cui tutti parlano, cos’ha di diverso rispetto a quelle che l’hanno preceduta?

La differenza principale è che è nuova. Mi spiego: la stagionale, di anno in anno, cambia poco. Questo genere di influenza invece si verifica con una ciclicità di circa trenta anni: la precedente, che aveva bene o male le stesse caratteristiche, risale al 1976. Non a caso gli adulti sani ne sono quasi immuni, mentre la fascia più colpita è quella che va tra i 5 e i 15 anni. E’ inoltre un virus molto contagioso, anche se i numeri, in fatto di mortalità, non si discostano da quelli di una normale influenza stagionale.

Quali sono i sintomi più importanti e come va curata?

 

Febbre nei primi due giorni, anche 39,5 - 40, poi va a scemare. Generalmente la febbre è accompagnata ... (continua a leggere)


postato da: gogol77 alle ore novembre 02, 2009 10:44 | Permalink | commenti
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