giovedì, 10 dicembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it

Anche il capoluogo partenopeo adotta la limitazione del traffico: tutti i mercoledì un vasto territorio cittadino, di 117 km quadri, sarà proibito alla circolazione
 
Napoli, la Ztl più grande d'Italia

Napoli - Viene da chiedersi se anche a Napoli l’istituzione della zona a traffico limitato troverà ad attenderla lo stesso fronte di protesta incontrata a Caserta.
Nel caso di Napoli non stiamo parlando però di qualche chilometro quadrato, ma di ben 117!
Sarà infatti la più grande zona a traffico limitato quella che diventerà uno degli appuntamenti fissi settimanali del capoluogo campano.
Tutti i mercoledì, dalle 7.30 alle 11.30, un territorio enorme verrà proibito alla circolazione dei veicoli più inquinanti.
Potranno circolare solo i veicoli euro 4, quelli alimentati a gas e metano e i motocicli euro 2 ed euro 3. Saranno escluse dal provvedimento solo la tangenziale e le due principali arterie autostradali.

Il Comune di Napoli ha voluto, con questa ordinanza, sopperire a due esigenze: da una parte quella ambientale, resa necessaria dal superamento del limite massimo di 35 giorni di sforamenti consentiti per le polveri sottili; dall’altra, quella di adottare delle fondamentali misure di politica della mobilità, orientate a snellire il traffico, tentando di modificare nel profondo quelle che sono le abitudini dei cittadini.
La zona a traffico limitato, anche se parte lentamente, diventerà in futuro la regola, visto che il Comune ha già abbassato, per l’anno prossimo, il limite massimo
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postato da: gogol77 alle ore dicembre 10, 2009 13:05 | Permalink | commenti
categoria:napoli, sistema, carovita, codacons, TUTTIINPIAZZA
martedì, 08 dicembre 2009
Articolo tratto da TUTTI IN PIAZZA 


BOOM DI VISITATORI ALLA REGGIA
Sabato e domenica sono giunti da tutt’Italia circa 10.000 turisti; per oggi decisa l'apertura straordinaria. Intanto in città proseguono mostre e spettacoli


La Reggia rivive e lo fa grazie ad iniziative che rilanciano la sua immagine e la pubblicizzano anche fuori dai confini della provincia. Diecimila visitatori nelle sole giornate di sabato e domenica sono un ottimo risultato. A questi dovranno aggiungersi coloro che hanno visitato il parco questo lunedì e coloro che lo visiteranno oggi, giorno dell’Immacolata Concezione, nel corso dell’apertura straordinaria decisa dall’amministrazione. 
Le numerose iniziative promozionali sono alla base del successo di pubblico di questi giorni, perché hanno riversato nel parco visitatori provenienti dal Lazio, dalla Puglia, dalla Calabria, e da ancora altre parti d’Italia, nonché turisti stranieri calati in Campania in questo ponte festivo. 
Oltre ai servizi su giornali e televisioni sulle rivisitazioni di epoca borbonica nell’ambito della manifestazione “La Reggia delle meraviglie”, hanno rappresentato un forte richiamo anche le diverse mostre allestite a dicembre negli appartamenti reali: “La Reggia e le Regine” (pubblicizzata dalla rubrica “Itinerari” del Corriere della Sera) e “I Tesori del Cremlino”, apertasi nelle passate settimane su iniziativa oltre che della Soprintendenza anche della Camera di Commercio e dell’Ente provinciale del turismo. 
Il giorno 18 sarà inoltre inaugurata la mostra “I maestri di Terrae Motus: Ernesto Tatafiore”. Questa sera, poi, spazio anche alla grande moda
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postato da: gogol77 alle ore dicembre 08, 2009 20:09 | Permalink | commenti
categoria:campania, napoli, classico, capolavoro, TUTTIINPIAZZA
venerdì, 04 dicembre 2009


Avvertenza: Questo articolo può nuocere gravemente al vostro umore, pertanto il lettore che volesse continuare a vivere tra i guanciali di una disinformata serenità si tenga lontano da queste pagine.

La moda di questo autunno si chiama influenza A e lo strumento che utilizza per propagarsi nelle coscienze è il bollettino dei morti che si ripete su ogni giornale con cadenza quotidiana. L’Ansa snocciola l’ennesima notizia di una vittima e sulle facce di intere redazioni prende forma il sorriso perfido di chi è riuscito, per l’ennesima volta, a riempire un giornale o almeno la sua prima, con un argomento che ha, per di più, un forte ascendente sul fronte acquirenti.
La strategia è palese e se vogliamo anche piuttosto banale: preso atto che la folla annoiata ama aver paura, ecco a voi servita la paura più a buon mercato, e che importa se difficilmente si concretizzerà in reale pericolo per la maggior parte delle persone.
La pandemia di cui parlo fa tanto cinematografico, è di quelle che riempiono i silenzi delle pause ufficio, che insinuano nelle vite comuni quel condimento rivitalizzante che le illude per un attimo di stare vivendo un’avventura da film.
Bene, questo articolo intende porre fine a questo gioco della paura innocua, rovinarlo come chi d’un tratto capovolge il tavolo facendo volare via i pezzi di una scacchiera: smettano di fingere agitazione coloro che commentano i nefasti effetti dell’influenza suina e comincino a rendersi conto che il gioco della falsità che mettono in moto pubblicando quotidianamente questo bollettino di morti nasconde sotto il tappeto
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postato da: gogol77 alle ore dicembre 04, 2009 11:43 | Permalink | commenti
categoria:campania, violenza, sistema, class action, TUTTIINPIAZZA
martedì, 01 dicembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it

I suoi amici più cari pensano che Gianluca meriterebbe molto di più, un palazzetto, uno stadio, e tanto altro, ma in ogni caso plaudono l’iniziativa che vuole dedicargli in ricordo una palestra.
Partita attraverso internet, più precisamente utilizzando il social network che va per la maggiore, Facebook, la proposta ha trovato subito l’appoggio incondizionato di 1200 tra amici e conoscenti e anche semplici estranei convinti, dalle testimonianze di chi ha conosciuto questo splendido ragazzo, che si tratti di una causa giusta e da appoggiare.
Ma 1200 non è ancora un numero abbastanza indicativo, perché probabilmente l’intera comunità marcianisana appoggerà l’iniziativa non appena verrà resa nota attraverso canali diversi da internet.

Gianluca morì circa un anno fa, il 9 novembre del 2008, al seguito della squadra di ragazzi che, in veste di vice allenatore, accompagnava in una sfortunata trasferta a Potenza. All’altezza di Buccino un tragico incidente ...

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postato da: gogol77 alle ore dicembre 01, 2009 21:32 | Permalink | commenti
categoria:bambini, campania, TUTTIINPIAZZA
mercoledì, 25 novembre 2009
Articolo tratto da  




Le prime pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” dello scrittore spagnolo Javier Marias sono una trappola che ti incatena:

Nessuno pensa mai che potrebbe ritrovarsi con una morta tra le braccia e non rivedere mai più il viso di cui ricorda il nome. Nessuno pensa mai che qualcuno possa morire nel momento più inopportuno anche se questo capita di continuo, e crediamo che nessuno, se non chi sia previsto, dovrà morire accanto a noi.

Quello che segue non è un semplice racconto dei fatti ma il pensiero di un uomo – che procede attraverso un denso flusso di coscienza, inizialmente farraginoso poi via via più ipnotico, i cui ingredienti sono qualche ripetizione, lunghe digressioni, il soffermarsi spesso su dettagli a prima vista insignificanti – che si è trovato impelagato in una strana storia: Victor viene invitato a cena da Marta, mentre il marito è a Londra per lavoro ed il figlio dorme.
L’incontro clandestino sembrerebbe svilupparsi nel modo più convenzionale se non fosse che ad un certo punto accade il peggio: per una non precisata ragione Marta si sente male e muore in pochi minuti.

 

Non è morta da sola, e il fatto che qualcuno muoia mentre tu continui a rimanere vivo ti fa sentire come un criminale per un istante o per una vita.

Da questo momento assisteremo ad un continuo smascheramento, un gioco letterario di scatole cinesi che sfrutta il potere della parola - di creare suggestione e stuzzicare le corde dell’emotività - per svelare, attraverso
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postato da: gogol77 alle ore novembre 25, 2009 13:03 | Permalink | commenti
categoria:letteratura, recensione, libro, classico, capolavoro, TUTTIINPIAZZA, domani nella battaglia, javier marias
sabato, 21 novembre 2009
Articolo tratto da   


Ci va giù pesante la Corte dei conti nel rapporto di sessantasei pagine pubblicato sul sito istituzionale sull’area di Bagnoli.
L’ex area industriale, che fu sede dell’Italsider, vive da anni tutte le contraddizioni e le inefficienze della politica delle nostre parti: da decenni si parla di bonifica, da decenni esponenti politici, noti e meno noti, si riempiono la bocca di progetti ambiziosi, dibattendo del futuro di riqualificazione della zona, rastrellando finanziamenti su finanziamenti, da decenni nulla che parta per davvero, ma piuttosto solo un succedersi di progetti falliti.
Ora sembra che anche la Corte dei conti si sia accorta di questa situazione vergognosa, addebitando, nel rapporto firmato dal magistrato istruttore Renzo Liberati, la responsabilità non alla mancanza di fondi quanto agli organi istituzionali preposti, ritenuti, senza mezzi termini, “del tutto inadeguati”.

Progetti costosi arenatisi per pastrocchi burocratici o condizionamenti ambientali. I numerosi progetti di bonifica, decisi fin dal 1994 e per i quali negli anni gli aggravi di spesa ammontano a circa 131 milioni di euro, sono fermi al palo: la colmata, che è alla base del continuo inquinamento (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore novembre 21, 2009 09:33 | Permalink | commenti
categoria:campania, napoli, bagnoli, TUTTIINPIAZZA
lunedì, 09 novembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it


Stando a quel che dicono è in atto una cospirazione ai loro danni: grigi burocrati si sarebbero riuniti in gran segreto ed avrebbero escogitato la trovata della zona a traffico limitato per convogliare, distogliendoli dalle loro tasche, ingenti flussi di denaro verso la lobby dei centri commerciali.
Le ragioni ambientaliste sarebbero solo la facciata venduta agli stolti, che invece in cuor loro amano il suono rassicurante dei clacson o la gradevole arietta emessa dai tubi di scappamento.
Quale bizzarra idea quella di invogliare gli abitanti di una cittadina di pochi chilometri quadrati a prendere quell’aggeggio diabolico, meglio noto come bicicletta, per muoversi per la città?
Possibile vendere ancora l’illusione che ci sia gente disposta a muoversi, per raggiungere punti distanti anche solo qualche chilometro, addirittura a piedi?

Per rendere più credibile la messinscena, l’amministrazione avrebbe approntato parcheggi capaci di contenere migliaia di auto all’estremità dell’unico corso.
Si sarebbe inventata una prassi del vivere civile, altra zavorra piovutaci in testa dall’Europa, che prescrive per i centri urbani adeguate misure di (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore novembre 09, 2009 12:51 | Permalink | commenti
categoria:TUTTIINPIAZZA
lunedì, 02 novembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it


Si fa un gran parlare di influenza in questi giorni. L’allarmismo, generatosi per l’effetto delle ultime notizie, sta facendo passare l’idea che l’influenza AH1N1, meglio nota come suina, sia la peggiore delle epidemie.
Quando invece le epidemie, di cui occorrerebbe preoccuparci, sarebbero ben altre: ad esempio, le nuove forme di tubercolosi, in preoccupante crescita negli ultimi anni.
Gran parte dei casi di influenza che hanno avuto un tragico epilogo sono classificabili come complicazioni delle condizioni di pazienti già affetti e debilitati da altre patologie.
Per fare chiarezza sui reali rischi di questa nuova forma di influenza, abbiamo voluto parlarne col dottor Antonio Lepore, pediatra di famiglia e medico dello Sport.

Buongiorno, dottore. Ci vuole illustrare quali sono le idee che la guidano nel suo lavoro di pediatra?

Certo. Diciamo che cerco di basarmi sulla Scienza e la Coscienza, senza dimenticare mai il Ragionamento ed il Buon senso. I miei motti sono “Sbagliar non nuoce, nuoce non sbagliare” ed il “So di non sapere” di socratica memoria; ma anche Gino Paoli, quando cantava “…bisogna non essere certi mai…”.

Veniamo subito al punto: ma quest’influenza AH1N1, di cui tutti parlano, cos’ha di diverso rispetto a quelle che l’hanno preceduta?

La differenza principale è che è nuova. Mi spiego: la stagionale, di anno in anno, cambia poco. Questo genere di influenza invece si verifica con una ciclicità di circa trenta anni: la precedente, che aveva bene o male le stesse caratteristiche, risale al 1976. Non a caso gli adulti sani ne sono quasi immuni, mentre la fascia più colpita è quella che va tra i 5 e i 15 anni. E’ inoltre un virus molto contagioso, anche se i numeri, in fatto di mortalità, non si discostano da quelli di una normale influenza stagionale.

Quali sono i sintomi più importanti e come va curata?

 

Febbre nei primi due giorni, anche 39,5 - 40, poi va a scemare. Generalmente la febbre è accompagnata ... (continua a leggere)


postato da: gogol77 alle ore novembre 02, 2009 10:44 | Permalink | commenti
categoria:TUTTIINPIAZZA
martedì, 27 ottobre 2009


Il nuovo giornale online Tuttiinpiazza.it, testata con la quale mi onoro di collaborare con recensioni letterarie
e articoli di economia, sta partecipando ad un concorso indetto dalla Provincia di Caserta che intende premiare giovani talenti e le loro iniziative.
A rappresentarci, quello che, in apparenza, sembra un losco figuro, Domenico Callipo, è in verità un ragazzo d'oro, pieno di sani principi oltre che un ottimo giornalista.
Vi invito pertanto a darci una mano in questa votazione che è molto importante soprattutto per i premi in denaro che potrebbero permetterci qualche attimo di tranquillità nella conduzione di questa nostra iniziativa giornalistica.
Tuttiinpiazza.it è una testata indipendente, un progetto portato avanti da giovani appassionati e senza alcuna finalità di lucro. Finora siamo riusciti a sopperire alle immancabili spese con sponsor e anche grazie all'intervento della redazione tutta.

Qualora insomma vogliate votarci dovete collegarvi al seguente indirizzo:

http://talentsraising.eu/talent/index.php?option=com_content&view=article&id=46:domenico-callipo&catid=3:schede-finalisti&Itemid=40

E' necessario votare tutti i 19 partecipanti, pertanto, per agevolate Tuttiinpiazza, dare voto 1 a tutti e 5 solo all'ultimo concorrente, appunto Domenico Callipo.






postato da: gogol77 alle ore ottobre 27, 2009 12:38 | Permalink | commenti
categoria:recensione, campania, libro, elezioni, sistema, candidature, TUTTIINPIAZZA
sabato, 24 ottobre 2009



Fonte:
Tuttiinpiazza.it

L’ex guardasigilli ancora nella bufera: la Procura di Napoli indaga la veridicità di una testimonianza che parla di lavori risarciti con appalti del Comune di Ceppaloni


La “brava persona” Clemente Mastella torna sotto i riflettori nazionali, ma non c’è da preoccuparsi, non c’è verso di fargli lasciare la politica. Come se ne avessimo avuto bisogno, lui si è affrettato a rassicurarci: quest’ennesima campagna di infamie, contro chi ha sempre pensato al bene dei suoi rappresentati, non riuscirà a tenerlo lontano dal suo scranno. E d’altra parte, se mai accadesse una cosa del genere, non ci sorprenderebbe l’avvento di un secondo diluvio.
Lui dice di non esserlo, clemente, come recita il titolo del suo unico libro, ma in verità Mastella non è solo clemente, è anche generoso. Peccato che cada in quello che potrebbe essere definito “un vizio da politico”, quello di essere generoso con i soldi degli altri.
Per capire appieno la bravura del personaggio Mastella, vi racconterò una storia.

Immaginate di essere un politico in gamba, di quelli furbi, equilibristi, capaci di stare a proprio agio in qualsiasi parte vi si collochi, di dimostrare costantemente un opportunismo senza vergogna, e, da buon ex democristiano, di saper dire tutto e il contrario tutto, ma anche di saper dire niente.
Immaginate di commissionare dei lavori per la vostra villa, l’umile dimora che vi siete scelti per tornare dalle vostre missioni politiche all’estero e per ricevere i bisognosi in cerca di aiuto che accorrono da ogni parte d’Italia, ma che questi lavori (continua a leggere)


postato da: gogol77 alle ore ottobre 24, 2009 11:40 | Permalink | commenti
categoria:campania, elezioni, sistema, classico, candidature, inflazione, TUTTIINPIAZZA
venerdì, 23 ottobre 2009
Articolo tratto da www.tuttiinpiazza.it, nuovo giornale online della Campania

L’eterno dilemma della candidatura alle Regionali: la trasparenza di cui parla Fini, escluderebbe il sottosegretario coinvolto nelle rivelazioni dei pentiti
 
Cosentino sì, Cosentino no

In questi anni i partiti hanno sempre tralasciato, nella scelta dei candidati, i loro trascorsi giudiziari. Solo oggi se ne parla, con colpevole ritardo. Il berlusconismo, questa moderna corrente di pensiero machiavellico-televisiva, ci ha insegnato finora che molti altri aspetti passano in primo piano: di sicuro l’avvenenza, che nel caso delle candidate diventa caratteristica quasi esclusiva; secondo, l’ampiezza della propria rubrica telefonica. Poco importa se in quella rubrica figurino esponenti di clan camorristici o ex collusi. La precedente elezione di Cesaro alla provincia di Napoli ha dimostrato, una volta per tutte, che non importano programmi o professionalità o capacità dialettiche (si sospetta che Cesaro ancora oggi non sappia quali siano le competenze della Provincia o, se le sa, non sia ancora in grado di esporle), ma che piuttosto contano il giro di amici e un ruolo da protagonista nel “mercato dei favori”.

La sfida della Campania è sulla carta la più facile per il centrodestra. I bookmaker inglesi danno alla squadra avversaria, il centrosinistra, una percentuale di vittoria inferiore... (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore ottobre 23, 2009 10:13 | Permalink | commenti
categoria:campania, elezioni, candidature, cosentino, TUTTIINPIAZZA
mercoledì, 21 ottobre 2009
Fonte: "Tuttiinpiazza.it" - Una Class Action contro Trenitalia


Non c’è questione che unisca di più, che trovi più consensi, che catalizzi di più l’opinione pubblica, livellando ogni differenza di età, ceto, orientamento politico, dell’eterna protesta contro i disservizi di Trenitalia: le voci di studenti, impiegati, professori, dirigenti, militari, spesso si alzano per denunciare gli innumerevoli disagi, ottenendone in cambio solo la beffa dell’aumento immotivato dei biglietti.
D’altra parte, tutti, ma proprio tutti, almeno cento volte nella vita, hanno avuto a che fare con ritardi, cancellazioni, “problemi tecnici di linea”, scioperi, e tutti, ma proprio tutti, una volta messi in viaggio, hanno riscontrato le pessime condizioni igieniche in cui versano le carrozze, la scortesia e il pressappochismo di gran parte del personale ferroviario, l’assenza di sicurezza, insomma, una serie tale di controindicazioni da costringere i più a desistere, la volta successiva, dalla scelta del treno come mezzo di trasporto.
Questa moltitudine parteciperà di certo alla raccolta di adesioni, lanciata dal Codacons, che intende imbastire una class action contro Trenitalia per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dai disservizi.


Cos’è la Class action?
A meno di ulteriori rinvii o cambi di rotta, da gennaio del 2010 anche in Italia si avrà la possibilità di fare cause di gruppo. La class action italiana sarà però, per molti aspetti, diversa da quella americana, soprattutto per il suo punto più dolente, ossia la mancanza della retroattività: non si potrà applicare a tutti i vecchi danneggiamenti ma solo a quelli che verranno.
Una clausola che intende preservare il sistema dal proliferare selvaggio di azioni collettive, ma che comporta una sorta di “spuntatina” di questo strumento di tutela giuridica pensato per la difesa dei diritti del consumatore.



Il Codacons non è nuovo ad azioni legali contro Trenitalia.
A partire dal 2002 sono molte le sentenze che hanno costretto la società ferroviaria a risarcire danni ai suoi passeggeri: l’ultima risale agli inizi di quest’anno quando il Giudice di pace di Roma ha condannato Trenitalia, per aver fatto viaggiare un passeggero al freddo e senza riscaldamento, ad un risarcimento di 350 euro più 1.300 di spese legali, oltre alla pubblicazione della sentenza sui quotidiani "Il Sole24 ore”, "La Repubblica” e "Il Mattino”. Per aderire all'iniziativa del Codacons, è sufficiente compilare il modulo pubblicato sul sito dell’associazione e seguire le istruzioni riportate.



La rivoluzione che si prospetta potrà avere serie conseguenze nei confronti della società,
perché questi risarcimenti, che singolarmente possono sembrare irrisori, potrebbero raggiungere livelli astronomici qualora il fronte degli aderenti si facesse ampio.
Chiaramente si spera che ciò non avvenga, ma che, piuttosto, l’introduzione di questa normativa incentivi la società a migliorare un servizio che adesso, in termini di qualità, è uno dei peggiori d’Europa.

postato da: gogol77 alle ore ottobre 21, 2009 17:36 | Permalink | commenti
categoria:libro, treno, trenitalia, sistema, carovita, codacons, inflazione, ribellione, class action, salari, TUTTIINPIAZZA
mercoledì, 21 ottobre 2009



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Qui i consigli di lettura: Rubrica letteraria








postato da: gogol77 alle ore ottobre 21, 2009 16:41 | Permalink | commenti
categoria:cinema, letteratura, racconto, recensione, televisione, libro, woody allen, sistema, nove racconti, capolavoro, TUTTIINPIAZZA
mercoledì, 14 ottobre 2009

ARTICOLO TRATTO DA TUTTIINPIAZZA.IT

   Con 43 film all’attivo (attore in 28) Woody Allen è forse uno degli ultimi grandi registi di Hollywood.
Leggendo “Effetti collaterali” ci si sorprende a scoprire quanto il seme della sua arte esistesse già nei suoi racconti giovanili.

“La mia seconda moglie era bellissima, ma priva di vera passione. Ricordo che una volta, mentre facevamo l’amore, accadde una curiosa illusione ottica e per una frazione di secondo sembrò quasi che si muovesse.”

La raccolta, apparsa per la prima volta sulla rivista “The New Yorker” e pubblicata poi in una trilogia (“Rivincite” e “Senza piume” gli altri titoli), ci mostra molto del Woody Allen che ritroveremo successivamente nelle sue numerose opere cinematografiche, ci sono i suoi tic, il suo umorismo dissacrante, la beffarda autoironia sul suo “essere ebreo”, c’è l’immancabile New York, con i suoi ambienti intellettuali, c’è chiaramente il cinema, la letteratura, la musica, e tutta la sua capacità di giocare con lo scibile umano e farne incredibile materia di non-sense e di comicità.


Un intellettuale a tutto tondo insomma, capace di cimentarsi con la letteratura (e anche col teatro), senza scadere nella mediocrità, ma piuttosto riproducendo quell’eccellenza e quell’originalità che lo hanno reso grande al cinema.
Le diciassette storie di questa raccolta colpiscono proprio per le idee forti che le sostengono, che ne fanno non derivazioni del suo cinema, quanto oggetti a sé stanti, unici, indipendenti l’uno dall’altro, delle autentiche chicche letterarie pervase da una vena stramba e spesso geniale.



D’altra parte, la sua cinematografia ha sempre pescato a piene mani nella letteratura e nel teatro
, fatta com’è di dialoghi brillanti, di battute intelligenti e cervellotiche che abbattono cliché o violano templi (“Juliet era marxista, del tipo più interessante di marxista: con le gambe lunghe ed abbronzate”), restituendoci l’immagine di un genio che si muove con disinvoltura tra riferimenti coltissimi non resistendo alla tentazione di profanarli.
Il soggetto che Allen predilige come protagonista delle sue storie è sempre stato qualcuno che gli somiglia: qui può essere un professore dalla vita coniugale infelice che viene spedito da un mago nel romanzo di Flaubert, Emma Bovary (“Il caso Kugelmass”); oppure il personaggio kafkiano del “La dieta” che si chiama F.

“ - E’ in gamba, questo Richter - disse il padre di F. - Ecco perché si farà strada nel mondo degli affari, mentre tu ti contorcerai sempre nella frustrazione come un parassita nauseabondo con le zampe lunghe e sottili, degno solo di essere spiaccicato.- F. si complimentò col padre per la sua lungimiranza.”



Il tempo letterario ben si presta alla piena fruizione del suo humour
perché offre occasione di rilettura e quindi di piena comprensione dei numerosi meccanismi che usa per far ridere.
Permette di osservare le sue battute come se fossero al rallenty, capirne appieno l’intelligenza che nascondono.
Altra straordinaria capacità di Allen è quella di creare battute con una duplice valenza: perfettamente inserite in un crescendo surreale e funzionale, ma anche dotate di vita propria, ossia capaci di essere efficaci anche se slegate dal contesto - e quante battute anche dei suoi film hanno avuto la forza di diventare memorabili.

"Di tutti gli uomini famosi mai vissuti, quello che di più mi sarebbe piaciuto essere è Socrate. Non tanto perché era un grande pensatore, dato che io stesso sono noto per aver avuto delle pensate discretamente profonde, anche se le mie ruotano invariabilmente attorno a una hostess svedese e a delle manette."


postato da: gogol77 alle ore ottobre 14, 2009 17:28 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema, letteratura, racconto, televisione, libro, woody allen, classico, capolavoro, TUTTIINPIAZZA
martedì, 06 ottobre 2009
Articolo tratto da tuttiinpiazza.it

Hanno nomi altisonanti - Gucci, Borgia, Chanel, Mercedes - trovati pescando nei simboli del lusso o tra personaggi storici di “dubbia moralità”.
Nel loro mondo sono stelle indiscusse, ciascuna con il loro seguito di afecionados, fanclub e sito ufficiale, con una filmografia di tutto rispetto e persino con molti premi all’attivo.
Il carrozzone itinerante, che le porta a spasso per lo stivale, si chiama Erotica Tour e sarà a Caserta fino al 4 ottobre; portando con sé il solito bagaglio di critiche e polemiche, efficace girandola di pubblicità a buon mercato.
Quando lo spettacolo approdò a Venezia, Cacciari parlò di prostituzione, suscitando critiche da Vladimir Luxuria e Tinto Brass e la risposta piccata delle interessate “Non c’entriamo niente con la prostituzione, noi siamo artiste!”
Per giorni le prime pagine dei giornali furono dedicate alla polemica. Alla fine le “artiste” la ebbero vinta: il Tar veneto concesse il via libera alla manifestazione e Cacciari tornò al suo “pensiero negativo”.

In effetti mischiare le due cose, prostituzione e pornografia, può essere fuorviante. Gli organizzatori ci tengono a sottolineare i loro controlli rigidi: niente droga, alcol nei limiti, nessuna prostituzione.
L’“arte” delle performer, stando a quello che dicono, consiste nel regalare un sogno al popolo di sfigati che frequenta le loro serate, sfigati che vedono materializzarsi le loro “dive da manovella”, sognando, chissà, di poterle addirittura toccare.

In realtà queste ragazze sono le pedine di un business milionario, dietro il quale si nascondono manager spregiudicati, abituati al gioco di girare critiche e proteste a proprio vantaggio.


Alle femministe fanno rispondere le stesse pornostar, con argomenti inattaccabili: si riempiono la bocca di “eroticamente corretto”, sventolando una strana interpretazione della parola “libertà” e spazzando così il campo da ogni accusa di mercificazione.
Ai benpensanti rispondono rimarcando la provincialità della loro posizione: negli Usa, stando a Chuck Norris e Lorenzo Lamas, spettacoli del genere sono nel menù di ogni bar.
Altra risposta di sempre (che poi è una domanda retorica): in un’epoca di mercificazione imperante come la nostra, abituati come siamo al domenicano spettacolo di scosciate e poppute, quale irrisolvibile corruzione di costumi può derivare da una lap o table dance, da un peep show o da un topless bar?

E così Erotica Tour spopola, dimostrando come la polemica sia davvero l’arma di marketing più efficace.
Un’arma capace persino di falsificare la verità, trasformando una fiera “pecoreccia” del sesso in una rassegna di spettacoli di arte ed erotismo.

postato da: gogol77 alle ore ottobre 06, 2009 10:14 | Permalink | commenti
categoria:TUTTIINPIAZZA, erotica tour
sabato, 19 settembre 2009

Recensione tratta da TUTTIINPIAZZA.IT
 




Il contadino bengalese Hasari Pal abbandona l’avara campagna indiana con famiglia al seguito, direzione Calcutta. La bidonville nella quale finisce, Anand Nagar, “la città della gioia”, di gioia gliene riserverà ben poca. Presto verrà ribattezzata più propriamente “città disumana”, perché la più grande baraccopoli di Calcutta è in verità un posto infernale e maleodorante nel quale si affannano, in cerca di cibo, genti di ogni religione e razza: cattolici, induisti, mussulmani, buddisti, bianchi, neri, meticci.
Hasari Pal troverà impiego come “uomo cavallo”, ossia come conduttore del mezzo di locomozione più comune, il risciò, sopportando estremi patimenti e rinunce, ma affrontando con rassegnazione la sua quotidiana sfida per la vita.

Padre Paul Lambert è invece un missionario francese con chiare aspirazioni alla santità, venuto in India per farsi povero fra i poveri. Il suo punto di vista è opposto rispetto a quello di Hasari Pal: nessuna delle difficoltà sembra piegare la sua determinazione, anzi, ogni prova alla quale la città lo sottopone rappresenta per lui l’ennesima manifestazione di Dio.
Ai suoi occhi, la capacità di quegli uomini di trovare, anche in quello spettacolo di immensa e profondissima miseria, ragioni di allegria ed istanti di felicità, è qualcosa di sublime.
L’amore di Lambert verso questa umanità misera ma vivissima diverrà presto sconfinato e, oltrepassando ogni distinzione religiosa (e tantissimi ostacoli burocratici), lo porterà a costruire una struttura per l’assistenza medica ai lebbrosi.

Solo verso la fine del libro incontreremo un terzo personaggio, Max Loeb, un medico americano accorso a Calcutta in risposta ad un annuncio di padre Lambert; un personaggio piuttosto marginale se non fosse che il film, tratto dal libro, lo elevi a protagonista.
(Curiosità vuole che lo stesso faccia chi ha scritto la quarta di copertina per la Mondadori; è molto probabile che costui abbia dedicato alla stesura della recensione le sole due ore di durata del film!).
La forza del libro sta però nello stile che Dominique Lapierre ha voluto imprimergli. Pochi libri sono capaci di suscitare una così grande capacità di immedesimazione.
Mischiando racconto e reportage, alternando le vive voci dei personaggi con descrizioni precise e dettagliate, Lapierre riesce a rendere la sua narrazione incredibilmente realistica, capace di catapultarci nella brulicante e spesso terribile vita indiana, legandoci alla pagina in tanti modi: narrando con minuzia la miseria, la povertà, gli enormi disagi della quotidianità, ma anche fornendo straordinari esempi di dignità e gioia di vivere.
Aggiungerei: incuriosendoci continuamente e spesso commuovendoci.
Il risultato che l’opera produce sull’anima di un occidentale non può che essere quello di condurlo verso una maggiore consapevolezza della sua fortuna: abituati come siamo agli agi, ignoriamo l’indigenza nella quale versa gran parte dell’umanità.
Ciò da una parte getta nuova luce sulla nostra fortuna, la ravviva, le dà il giusto valore, dall’altra (soprattutto gli esempi di Lambert e Max Loeb) ci spinge a fare qualcosa che possa cambiare veramente le cose.
Tutto questo dà a “La Città della gioia” un’aura di “lettura obbligata”.
 
postato da: gogol77 alle ore settembre 19, 2009 12:39 | Permalink | commenti
categoria:cinema, letteratura, racconto, recensione, libro, classico, capolavoro, dominique lapierre, TUTTIINPIAZZA