
Avvertenza: Questo articolo può nuocere gravemente al vostro umore, pertanto il lettore che volesse continuare a vivere tra i guanciali di una disinformata serenità si tenga lontano da queste pagine.
La moda di questo autunno si chiama influenza A e lo strumento che utilizza per propagarsi nelle coscienze è il bollettino dei morti che si ripete su ogni giornale con cadenza quotidiana. L’Ansa snocciola l’ennesima notizia di una vittima e sulle facce di intere redazioni prende forma il sorriso perfido di chi è riuscito, per l’ennesima volta, a riempire un giornale o almeno la sua prima, con un argomento che ha, per di più, un forte ascendente sul fronte acquirenti.La strategia è palese e se vogliamo anche piuttosto banale: preso atto che la folla annoiata ama aver paura, ecco a voi servita la paura più a buon mercato, e che importa se difficilmente si concretizzerà in reale pericolo per la maggior parte delle persone.
La pandemia di cui parlo fa tanto cinematografico, è di quelle che riempiono i silenzi delle pause ufficio, che insinuano nelle vite comuni quel condimento rivitalizzante che le illude per un attimo di stare vivendo un’avventura da film.
Bene, questo articolo intende porre fine a questo gioco della paura innocua, rovinarlo come chi d’un tratto capovolge il tavolo facendo volare via i pezzi di una scacchiera: smettano di fingere agitazione coloro che commentano i nefasti effetti dell’influenza suina e comincino a rendersi conto che il gioco della falsità che mettono in moto pubblicando quotidianamente questo bollettino di morti nasconde sotto il tappeto (continua a leggere)

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