giovedì, 10 dicembre 2009
Articolo tratto da Tuttiinpiazza.it

Anche il capoluogo partenopeo adotta la limitazione del traffico: tutti i mercoledì un vasto territorio cittadino, di 117 km quadri, sarà proibito alla circolazione
 
Napoli, la Ztl più grande d'Italia

Napoli - Viene da chiedersi se anche a Napoli l’istituzione della zona a traffico limitato troverà ad attenderla lo stesso fronte di protesta incontrata a Caserta.
Nel caso di Napoli non stiamo parlando però di qualche chilometro quadrato, ma di ben 117!
Sarà infatti la più grande zona a traffico limitato quella che diventerà uno degli appuntamenti fissi settimanali del capoluogo campano.
Tutti i mercoledì, dalle 7.30 alle 11.30, un territorio enorme verrà proibito alla circolazione dei veicoli più inquinanti.
Potranno circolare solo i veicoli euro 4, quelli alimentati a gas e metano e i motocicli euro 2 ed euro 3. Saranno escluse dal provvedimento solo la tangenziale e le due principali arterie autostradali.

Il Comune di Napoli ha voluto, con questa ordinanza, sopperire a due esigenze: da una parte quella ambientale, resa necessaria dal superamento del limite massimo di 35 giorni di sforamenti consentiti per le polveri sottili; dall’altra, quella di adottare delle fondamentali misure di politica della mobilità, orientate a snellire il traffico, tentando di modificare nel profondo quelle che sono le abitudini dei cittadini.
La zona a traffico limitato, anche se parte lentamente, diventerà in futuro la regola, visto che il Comune ha già abbassato, per l’anno prossimo, il limite massimo
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postato da: gogol77 alle ore dicembre 10, 2009 13:05 | Permalink | commenti
categoria:napoli, sistema, carovita, codacons, TUTTIINPIAZZA
mercoledì, 21 ottobre 2009
Fonte: "Tuttiinpiazza.it" - Una Class Action contro Trenitalia


Non c’è questione che unisca di più, che trovi più consensi, che catalizzi di più l’opinione pubblica, livellando ogni differenza di età, ceto, orientamento politico, dell’eterna protesta contro i disservizi di Trenitalia: le voci di studenti, impiegati, professori, dirigenti, militari, spesso si alzano per denunciare gli innumerevoli disagi, ottenendone in cambio solo la beffa dell’aumento immotivato dei biglietti.
D’altra parte, tutti, ma proprio tutti, almeno cento volte nella vita, hanno avuto a che fare con ritardi, cancellazioni, “problemi tecnici di linea”, scioperi, e tutti, ma proprio tutti, una volta messi in viaggio, hanno riscontrato le pessime condizioni igieniche in cui versano le carrozze, la scortesia e il pressappochismo di gran parte del personale ferroviario, l’assenza di sicurezza, insomma, una serie tale di controindicazioni da costringere i più a desistere, la volta successiva, dalla scelta del treno come mezzo di trasporto.
Questa moltitudine parteciperà di certo alla raccolta di adesioni, lanciata dal Codacons, che intende imbastire una class action contro Trenitalia per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dai disservizi.


Cos’è la Class action?
A meno di ulteriori rinvii o cambi di rotta, da gennaio del 2010 anche in Italia si avrà la possibilità di fare cause di gruppo. La class action italiana sarà però, per molti aspetti, diversa da quella americana, soprattutto per il suo punto più dolente, ossia la mancanza della retroattività: non si potrà applicare a tutti i vecchi danneggiamenti ma solo a quelli che verranno.
Una clausola che intende preservare il sistema dal proliferare selvaggio di azioni collettive, ma che comporta una sorta di “spuntatina” di questo strumento di tutela giuridica pensato per la difesa dei diritti del consumatore.



Il Codacons non è nuovo ad azioni legali contro Trenitalia.
A partire dal 2002 sono molte le sentenze che hanno costretto la società ferroviaria a risarcire danni ai suoi passeggeri: l’ultima risale agli inizi di quest’anno quando il Giudice di pace di Roma ha condannato Trenitalia, per aver fatto viaggiare un passeggero al freddo e senza riscaldamento, ad un risarcimento di 350 euro più 1.300 di spese legali, oltre alla pubblicazione della sentenza sui quotidiani "Il Sole24 ore”, "La Repubblica” e "Il Mattino”. Per aderire all'iniziativa del Codacons, è sufficiente compilare il modulo pubblicato sul sito dell’associazione e seguire le istruzioni riportate.



La rivoluzione che si prospetta potrà avere serie conseguenze nei confronti della società,
perché questi risarcimenti, che singolarmente possono sembrare irrisori, potrebbero raggiungere livelli astronomici qualora il fronte degli aderenti si facesse ampio.
Chiaramente si spera che ciò non avvenga, ma che, piuttosto, l’introduzione di questa normativa incentivi la società a migliorare un servizio che adesso, in termini di qualità, è uno dei peggiori d’Europa.

postato da: gogol77 alle ore ottobre 21, 2009 17:36 | Permalink | commenti
categoria:libro, treno, trenitalia, sistema, carovita, codacons, inflazione, ribellione, class action, salari, TUTTIINPIAZZA