venerdì, 23 ottobre 2009
Articolo tratto da www.tuttiinpiazza.it, nuovo giornale online della Campania

L’eterno dilemma della candidatura alle Regionali: la trasparenza di cui parla Fini, escluderebbe il sottosegretario coinvolto nelle rivelazioni dei pentiti
 
Cosentino sì, Cosentino no

In questi anni i partiti hanno sempre tralasciato, nella scelta dei candidati, i loro trascorsi giudiziari. Solo oggi se ne parla, con colpevole ritardo. Il berlusconismo, questa moderna corrente di pensiero machiavellico-televisiva, ci ha insegnato finora che molti altri aspetti passano in primo piano: di sicuro l’avvenenza, che nel caso delle candidate diventa caratteristica quasi esclusiva; secondo, l’ampiezza della propria rubrica telefonica. Poco importa se in quella rubrica figurino esponenti di clan camorristici o ex collusi. La precedente elezione di Cesaro alla provincia di Napoli ha dimostrato, una volta per tutte, che non importano programmi o professionalità o capacità dialettiche (si sospetta che Cesaro ancora oggi non sappia quali siano le competenze della Provincia o, se le sa, non sia ancora in grado di esporle), ma che piuttosto contano il giro di amici e un ruolo da protagonista nel “mercato dei favori”.

La sfida della Campania è sulla carta la più facile per il centrodestra. I bookmaker inglesi danno alla squadra avversaria, il centrosinistra, una percentuale di vittoria inferiore... (continua a leggere)

postato da: gogol77 alle ore ottobre 23, 2009 10:13 | Permalink | commenti
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